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Autunno caldo ferma la produzione di birra in Belgio

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Se gli abitanti del nord Europa possono ritenersi abbastanza soddisfatti delle temperature insolitamente miti che interessano questo strano autunno 2015, lo stesso non possono dire i produttori di birre pregiate del Belgio, costretti a registrare un brusco rallentamento nella produzione di ottobre e novembre.

La birra Lambic, pregiatissima e caratterizzata dal sistema di fermentazione naturale all’aperto seguito da raffreddamento, ha subito uno stop a causa di questo caldo inaspettato, verificatosi proprio nel periodo più delicato per la sua preparazione.

L’azienda Cantillon, tra i principali produttori belgi di birra artigianale, ha annunciato un fermo nella produzione per almeno una settimana, contando di riprendere a breve se le previsioni meteorologiche si riveleranno fondate; se la temperatura media notturna nella zona di Bruxelles, infatti, si aggira intorno ai 4-5 gradi centigradi, al momento si registrano picchi di 12-14 gradi che ovviamente non permettono un corretto processo di raffreddamento.

Cantillon, impresa nata nel lontano 1900 che ogni anno produce circa 400.000 bottiglie e riceve nella propria brasserie circa 50.000 visitatori, potrebbe subire un duro colpo per quanto riguarda la produzione di quest’anno, sebbene il titolare Jean Van Roy affermi di essere ottimista su una piena ripresa tra pochi giorni. Lo stesso Van Roy ha precisato che un blocco della produzione di una settimana è accettabile, ma nel caso questo caldo continuasse per 2 o 3 settimane la situazione diventerebbe critica, se non impossibile.

Questa e altre ditte produttrici di birra della zona fondano i loro metodi sulla tradizione: la Lambic fermenta spontaneamente in tini di legno lasciati all’aperto durante la notte, in modo da assorbire i lieviti naturali presenti nell’aria, ovvero ceppi di lieviti “selvatici”; la zona in cui si compie questa sorta di rito storico è quella del Pajottenland, ovvero a sud ovest di Bruxelles, ma anche altre aree del Belgio e non solo si dedicano a questa produzione. Il nome deriva probabilmente dal Lembeek, il distretto limitrofo a Bruxelles. La miscela utilizzata per crearla è composta da malto d’orzo per il 70%, frumento non germinato e luppolo, che cotti insieme in una soluzione a base di acqua permettono l’estrazione del mosto di birra che verrà poi lasciato fermentare in apposite stanze con finestre per permettere all’aria di entrare.

Di anno in anno, a causa del riscaldamento climatico che interessa anche queste zone, la produzione di birra che utilizza questi metodi subisce una diminuzione progressiva: l’anno scorso, per esempio, la fermentazione è iniziata solo il 10 di novembre per protrarsi fino alla fine di marzo, riducendosi ulteriormente rispetto agli anni precedenti.

L’invecchiamento di questo tipo di birra va da un minimo di sei mesi, per ottenere un prodotto giovane, ad un massimo di tre anni per un prodotto più invecchiato, dunque è probabile che gli effetti negativi delle temperature non si faranno sentire nell’immediato ma piuttosto tra qualche anno; i cultori e gli amanti della birra pregiata di svariate parti d’Europa, in cui la Lambic è esportata, sono seriamente preoccupati per questo fenomeno e sperano in un’inversione rapida della tendenza attuale.

Si dovrà dunque aspettare fino alla metà di novembre per scoprire se anche per il 2015 sarà possibile avviare la preparazione di questo prodotto della tradizione, dal sapore acidulo e particolare, amato da moltissime persone in tutto il mondo.

FONTI E LINK:
https://www.facebook.com/Brasserie-Cantillon-110627652322553
http://www.theguardian.com/world/2015/nov/04/climate-change-blamed-for-putting-belgium-beer-business-at-risk
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