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Brexit e birre inglesi

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Il giorno 24 giugno tutta l’europa ha appreso una notizia inattesa, che ha scosso l’opinione pubblica e che da questo momento in poi potrebbe portare a numerosi cambiamenti, piccoli e grandi, in seno all’Unione Europea. Il popolo inglese è stato chiamato con un referendum a decidere su una questione determinante per il futuro dell’Inghilterra ma anche di molte altre popolazioni che oggi si riuniscono sotto l’egida della Comunità Europea. Gli inglesi hanno infatti dovuto decidere se la loro volontà è di restare all’interno dell’UE, o piuttosto di uscirne. Contro ogni pronostico, il risultato finale è stato a favore del Leave: ciò vuol dire che il Paese britannico avvierà ora un processo che lo porterà ad uscire dalla Comunità Europea.

Per il momento è davvero impossibile valutare tutte le conseguenze; quel che è certo è che moltissime agevolazioni che derivavano all’Inghilterra dall’essere parte dell’Europa Unita ora verranno meno, e questo potrebbe avere delle ripercussioni in moltissimi ambiti. Il primo e più immediato riguarda i viaggi: adesso entrare o uscire dalla gran Bretagna non sarà più semplice come è stato finora, in virtù delle frontiere comunitarie, ma sarà necessario tornare a munirsi di passaporti e visti di soggiorno.
L’altro aspetto riguarda gli scambi commerciali, vale a dire l’esportazione o l’importazione di beni di varia natura. Anche la birra dunque non sarà immune dalle nuove regole che dovranno essere fissate.

A livello economico infatti la Brexit, così è stata definita l’uscita dell’Inghilterra dall’Europa, avrà diverse conseguenze perché il paese anglosassone tornerà, dopo oltre quarant’anni, ad essere a tutti gli effetti extracomunitario. Le ripercussioni si avvertiranno nell’alta finanza, nella svalutazione della sterlina, il cui valore è crollato a picco già il giorno stesso in cui sono stati resi noti i risultati del referendum, e nell’import-export. Importare o esportare beni comporterà infatti dei dazi doganali che non esistevano nella Comunità Europea, al punto che lo scambio di determinati beni potrebbe non essere più così conveniente come lo era in passato.

Per chi dunque ama le birre anglosassoni, le ale e le stout, si prospetta la possibilità che sia meno semplice reperirle, e che comunque il loro costo sia decisamente superiore rispetto al passato e rispetto a birre importate da altri Paesi interni all’UE. Di contro, anche per l’Ighilterra diventerà meno conveniente importare prodotti italiani: la nostra gastronomia è da sempre apprezzata nei paesi britannici e, anche se può sembrare strano, oltre a parmigiano, spaghetti e vini, tra le principali voci di esportazione dall’Italia all’Inghilterra c’è anche la birra.
Quindi, se per noi diventerà più costoso degustare birre inglesi, che inoltre diventeranno più rare, anche per i britannici sarà meno facile assaggiare le specialità nostrane.

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