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Crowdfunding per la birra artiginale

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In Italia negli ultimi anni si sono moltiplicati i microbirrifici che producono e commercializzano birre artigianali. Si tratta per lo più di piccole realtà, che non distribuiscono su larga scala, per via della natura peculiare del loro prodotto, ma puntano ad un prodotto di qualità. Questo significa che spesso le risorse economiche sono poche, e che molti progetti sono destinati a restare tali.

Ma c’è anche qualcos’altro che negli ultimi anni, come è accaduto per la birra artigianale, è entrato a far parte delle abitudini degli italiani, ed è il crowdfunding. Questa strana parola, a noi sconosciuta fino a poco tempo fa, contraddistingue delle raccolte di denaro che partono dal basso, ovvero dalla gente comune, che decide di investire in un’idea dando il suo sostegno economico. Quando si partecipa ad una campagna di crowdfunding non è importante versare una grossa cifra: ognuno contribuisce con quel che può alla realizzazione di ciò che fino a poco rima non era che un sogno.

I microbirrifici e il crowdfunding si sono sposati con successo: molti giovani imprenditori alle prese con le difficoltà legate all’avvio di un’attività hanno scoperto che con questa forma di finanziamento possono avere un grande supporto nel loro lavoro, e volare più alto di quanto non avessero mai sognato. Ci sono inoltre tanti esempi di come questa alchimia posa davvero funzionare.

Citiamo ad esempio The Italian Job, un’idea su cui nessuno, forse, avrebbe scommesso. Quattro imprenditori italiani hanno deciso di aprire a Londra un pub di birre artigianali e cibo italiano. Impossibile affermarsi nella realtà londinese che pullula di pub? Ebbene no: il pub è andato così bene che ora i quattro imprenditori hanno deciso di aprire un secondo locale, in una zona più centrale della capitale britannica, e per farlo hanno messo in piedi una campagna di crowdfunding.

Venendo all’Italia, la stessa idea è venuta a Teo Musso, che vuole ampliare il business della birra artigianale Baladin creando un Open Garden, uno spazio all’aperto che nascerà vicino allo stabilimento principale, nelle Langhe, in cui si potranno fare molte esperienze a contatto con il mondo della creazione delle birre artigianali. La sua idea è un unicum nel panorama italiano e per realizzarla sono necessari 200 mila dollari. Come è uso nelle campagne di crowdfunding, chi parteciperà con un contributo in denaro avrà delle ricompense, ad esempio, una bottiglia dell’edizione speciale di birra Baladin che è stata realizzata per l’occasione e che si chiama proprio Open Garden.

Ma il crowdfunding viene usato per cercare di finanziare anche altre idee di varia natura, tutte afferenti al mondo della birra. Ad esempio, un avveniristico cavatappi realizzato con polimeri normalmente impiegati in campo militare e che prende il nome di Tactica One; o un refrigeratore portatile per birra, Beer Blizard. Ci sono anche idee più stravaganti, come un fumetto che parla di un mastro birrario, e un kit per invecchiare la birra, Age it Yourself.

Le idee, insomma, non mancano, ma sono sempre i soldi a mancare: il crowdfunding può sopperire aiutando chi ha una buona idea a concretizzarla. E a quanto pare gli amanti della birra sono anche disposti a mettere mano al portafogli quando trovano un progetto davvero valido a cui contribuire.

FONTI E LINK:

http://opengarden.baladin.it/

https://www.indiegogo.com/projects/baladin-open-garden-your-beer-park-green-brewery

 

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