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Report Annuale Assobirra 2014

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Secondo il report annuale di Assobirra per l’anno 2014, non si è finora registrato alcun cambio di tendenza nel mercato brassicolo italiano.
I consumi di birra sono rimasti sostanzialmente invariati, registrando solo un lievissimo aumento (1%).
La produzione, tuttavia, è cresciuta del 2%, così come l’esportazione di birra all’estero, promossa dal mercato dell’Unione Europea, che è aumentata del 3,5%.
Le importazioni sono rimaste invariate, attestandosi sui valori degli anni precedenti, con lievissimi scostamenti.
Invariato anche il consumo medio pro-capite, che si attesta su 29,2 litri, decisamente inferiore ai consumi pro-capite di Repubblica Ceca (prima sul podio con 144 litri a testa), Germania e Austria, entrambe oltre i 100 litri. L’Italia è tra gli ultimi anche nella produzione, che è circa il 3,4% del totale: la Germania, da sola, ne produce oltre il 24%.
Per quanto riguarda il settore artigianale, aumenta specialmente nelle regioni del Nord Italia la presenza di microbirrifici e brewpub, che tuttavia rappresentano solo il 3% della produzione nazionale di birra. Le piccole realtà brassicole censite nel 2014 sono 585, 100 in più del precedente anno 2013, confermando la tendenza all’apertura di piccoli birrifici locali: tra il 2010 e il 2014, le nascite di microbirrifici sono più che raddoppiate.
Nonostante quindi il settore della birra contribuisca alla produzione di occupazione e ricchezza, e specialmente quest’ultima finisca per la maggior parte nelle casse dello Stato, la pressione fiscale e la crisi economica causano l’appiattimento dei consumi.
Le aziende, secondo l’analisi del presidente di Assobirra, sono meno portate a investire i propri capitali, a causa delle accise che sono aumentate del 30% in soli 15 mesi. Mentre negli altri Paesi dell’eurozona la birra è tassata come il vino e i superalcolici, in Italia è l’unica bevanda ad essere soggetta a tassazione elevatissima, rispetto alle altre bevande alcoliche.
Una ricerca svolta da Assobirra rivela come il 44% delle aziende birrarie sarebbe disposta ad assumere personale, se le tasse scendessero ai livelli precedenti gli aumenti del 2013. Una tendenza, quella all’aumento delle tasse, che quindi penalizza non solo il consumatore, che paga metà del valore di una bottiglia di birra allo Stato, ma si ripercuote anche sulle aziende, specialmente se piccole e quindi più esposte ai capricci del mercato.

LINK E FONTI:
http://www.assobirra.it/press/wp-content/annualreport2014ita.pdf
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